Il ComitatoPrimoMarzo di Venezia esprime innanzi tutto grande soddisfazione per come sono andate le iniziative svolte durante il percorso di preparazione alla giornata “Un giornosenza di noi”. L’assemblea universitaria a Venezia,la Scuola senza tetti a Marghera, il bellissimo corteo degli studenti che ha attraversato le strade di Mestre il primo marzo mattina, e la festa che si è tenuta a Piazza Ferretto il pomeriggio dello stesso giorno, quando centinaia di persone si sono ritrovate insieme contro ogni forma di razzismo e per una nuova socità possibile, aperta e solidale, sono tutte iniziative che questo Comitato ha condiviso e in cui si riconosce pienamente. Sentiamo il bisogno di ribadirlo soprattutto a seguito del risalto dato dai mezzi stampa ai presunti “scontri” e “tafferugli” con la polizia, che avrebbero caratterizzato il corteo degli studenti, arrivando a parlare di “violenza” relativamente a tre uova piene di vernice gialla che hanno raggiunto il portone chiuso della sede della lega Nord di Mestre. Verrebbe da chiedersi, allora quale termine bisognerebbe utilizzare per i respingimenti in mare verso la Libia voluti da questo partito e le cui conseguenze sono morte e strupri nelle carceri di Gheddafi, prima dell’abbandono nel deserto di migliaia di esseri umani. Pensate alle centinaia di ragazzi e ragazze mobilitati a Mestre per l’ideale di una società più giusta, e poi pensate alle leggi discriminatorie e alle campagne di odio etnico che sono sate portate avanti da questo governo, alimentando il clima di intolleranza e razzismo che sta avvelenando la vita di tutti. E poi giudicate cosa sia “violenza”. Comunque si voglia giudicare il piccolo gesto di ribellione che gli studenti hanno voluto comunicare con il lancio di tre uova “per colorare di giallo” il verde della LegaNord, non si può strumentalmente ridurre solo a questo la magia del primo marzo. Per di più, da alcuni articoli emergeva la volontà di rappresentare una separazione, in realtà inesistente, tra migranti e italiani, come se i portavoce migranti del Comitatoprimomarzo avessero contestato l’iniziativa degli studenti che si era tenuta la mattina. “L’associazione del Senegal vuole la pace, la sicurezza e i diritti per tutti ed è questo che ho cercato di dire ieri ai giornalisti”, replica Alassane, “Le parole a volte sono più violente delle azioni, sicuramente tante parole dette contro gli immigrati sono più violente di tre uova contro una porta chiusa. Siamo felici che gli studenti abbiano deciso di manifestare contro il razzismo, che le nuove generazioni italiane capiscano che il razzismo non porta a nulla di buono. Questo era l’unico messaggio importante”. “Per la prima volta”, gli fa eco Jeny, “italiani e migranti hanno fatto qualcosa di bello insieme, una festa che i giornali hanno voluto trasformare in qualcosa di negativo: è questa la cosa che mi da più dolore”.
Pubblicato da: venetoliberodalrazzismo | marzo 3, 2010
COMUNICATO
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